A casa di Giulietta

Verona ha ospitato quest’anno un evento collaterale alla 53. Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia: “Il Mito” una mostra di Marc Quinn. Il nucleo della mostra era esposto nella Casa di Giulietta, alcune opere monumentali sparse per la città, qualcosa, fuori mostra, visibile nella Byblos Art Gallery

Quando siamo stati a visitare la mostra la Casa di Giulietta era gremita di turisti, sopratutto nel cortile dove tutti si affollavano per fare le foto con la sua statua. Pochi, però, sembravano interessati o, paradossalmente, a conoscenza della mostra. Quando abbiamo chiesto il biglietto per entrare, specificando che volevamo vedere la mostra di Quinn una delle ragazze dietro il banco ha borbottato qualcosa del tipo, “in due mesi è la seconda persona che chiede il bilgietto solo per la mostra: ecco perché odio questo posto”. In effetti anche l’opera più quotata, “Siren”, non suscitava molto interesse, anzi, come mi faceva notare Linda, la gente sembrava non vederla. Molte persone entravano nella stanza in cui era posizionata la teca con la scultura, davano uno sguardo alle decorazioni del soffitto e poi se ne andavano. Siamo rimasti a lungo seduti in un angolo vicino ad un vecchio camino ad osservare l’opera e il pubblico. La custode del piano, a sua volta, osservava noi, e ogni tanto entrava nella sala con nonchalance cercando di capire cosa stavamo facendo lì seduti da mezz’ora.

Così, girando tra le stanza della Casa, osservavo le opere di Quinn immerse nella scenografia dei costumi e dei mobili dell’epoca; qualcuno sorrideva di fronte a “Selfish Gene”, un bronzo dipinto con due scheletri che fanno l’amore, altri non capivano bene che differenza ci fosse tra i molti pannelli in tecnica mista che si ritrovavano anche alla Byblos Art Gallery e i bigliettini attaccati dalla gente al piano terra, ma nell’insieme l’atmosfera era scialba e poco stimolante fino a che non coglievi qualcosa. Una strana sensazione, un senso di falsità o meglio di “qualcosa che appare ma non è” che condividevano le opere di Quinn con i suppellettili della Casa di Giulietta. Allora, più tardi, mentre mi trovavo di fronte alla monumentale “Myth (Venus)”, sullo sfondo della Porta Borsari sono rimasto un attimo attonito quando ammirandola ho pensato, eppure, non è una scultura…

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